Lavello: il monitorggio con le "Panne" dimostra la provenienza dei rifiuti scaricati nel fosso

un particolare della "Panna" sul Fosso Lavello con rifiuti  - monitoraggio 2021

Lungo il fosso Lavello vengono rinvenuti rifiuti di ogni genere: plastica, pneumatici, elettrodomestici, mobiletti, bombole del gas.
Il loro recupero e smaltimento costa alle casse comunali migliaia di euro all’anno oltre ad essere un danno per l’ambiente e le acque.
Per individuare puntualmente il tratto interessato da probabili sversamenti abusivi, l’Amministrazione in collaborazione con i vertici Asmiu ha incaricato i tecnici di monitorare l’area.
Lungo il canale sono state installate delle “panne”, barriere di contenimento che trattengono enormi quantità di detriti e rifiuti, effettuati controlli e sopralluoghi. Il tutto documentto da decine di fotografie e da filmati delle videocamere di sorveglianza piazzate da Asmiu.
In una  conferenza stampa tenuta a palazzo civico martedì 11 maggio  il sindaco Francesco Persiani con l'assessore all'Ambiente Paolo Balloni insieme all'amministratore unico di Asmiu Massimiliano Fornari e al direttore dell'azienda Walter Bresciani Gatti ha presentato i risultati di questo monitoraggio che è durato alcuni mesi e che dimostra, inequivocabilmente, la provenienza dei rifiuti scaricati nel fosso.
 “Il problema dei rifiuti nel Lavello - ha detto il sindaco Persiani  - è di tipo ambientale e sanitario. Riguarda anche la pulizia e la qualità delle acque. La situazione delle discariche di materiali all’interno del fosso non era più tollerabile. Abbiamo deciso di accertarne la provenienza e quanto, purtroppo, avviene regolarmente, lo  dimostrano le immagini che abbiamo registrato. Ci tengo a ringraziare i dipendenti del settore Ambiente perché hanno eseguito per mesi sopralluoghi e verifiche con grande accuratezza”.
Fin dal 2019 è stata posizionata una “panna” a pochi metri dalla foce del Lavello dove insiste un accampamento di roulottes sul territorio di Carrara.
La barriera si è rivelata subito molto efficace trattenendo enormi quantitativi di rifiuti, in media 450 chili smaltiti ogni quindici giorni alternativamente dalle amministrazioni di Massa e di Carrara.
Per individuare nello specifico il tratto di provenienza del materiale, lo scorso dicembre è stata installata una seconda barriera sul lato monte del ponte di via Massa-Avenza per accertare se i rifiuti ritrovati nella panna a valle provenissero dal tratto del fosso che costeggia via Dorsale.
Appurato che alla foce il Comune di Massa ha continuato a provvedere allo svuotamento e ripulitura della panna essendo sempre al limite della capienza, mentre la barriera a monte risultava pressoché pulita, quest’ultima, nel mese di febbraio è stata riposizionata ad una settantina di metri a valle del viadotto autostradale, nei pressi del campo nomadi.  Questa seconda panna ha iniziato a trattenere i rifiuti in quantità sempre più consistente mentre la barriera alla foce, dopo l’ultima ripulitura avvenuta a febbraio, ha raccolto solo piccoli rifiuto, per lo più resti di vegetazione e materiali trasportati dalle piogge.
Significa che i rifiuti domestici e gli ingombranti trattenuti dalla barriera antinquinamento vengono gettati nel fosso nel tratto di circa 500 metri compreso tra via Massa Avenza e il ponte autostradale. In quel tratto vi è la presenza, sulla sponda insistente nel Comune di Carrara, del campo rom.
L’annosa questione del Lavello -  ha spiegato l’assessore  Balloni - non era mai stata oggetto di un monitoraggio fatto attraverso un processo metodologico, in grado di dimostrare oggettivamente la provenienza dei rifiuti. L’Amministrazione ha voluto così attivarsi in modo da avere i dati tecnici su cui basare eventuali azioni repressive. Attraverso lo studio, la strategica collocazione delle barriere galleggianti, le relazioni del settore Ambiente e le riprese delle telecamere, possiamo oggi dimostrare provenienza e responsabilità dello sversamento dei rifiuti, anche  inquinanti, nel Lavello. Inizia adesso una seconda fase in cui, forti dei dati in nostro possesso, possiamo attivarci per la tutela degli interessi e dell’ambiente massese.”

Fonte: - D.L. Uffiio stampa

 

 

 

 

 

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Data ultima modifica: 
Venerdì, 21 Maggio, 2021